Pier Luigi Lopalco:

Mister TheStage

 

Da leggersi con una buona dose di (auto) ironia

 

Come ad ogni inizio preparazione alla compagnia Varför inte servivano gli elementi fondamentali per mettere in piedi uno spettacolo: un’opera, una scenografia, un teatro e degli attori per le parti vacanti. Dopo molte indecisioni l’opera venne scelta e la cosa morì lì. Per la scenografia invece serviva un progetto più elaborato e ci serviva un falegname: un Geppetto dei tempi moderni che ci aiutasse in questo delicato lavoro. Ed ecco che spuntò lui, PUFF, Mr TheStage pronto a darci una mano col fai-da-te del legno. Non lo s’incontrava spesso, ma ogni volta che arrivava, PUFF, compariva una credenza. Poi spariva di nuovo per qualche settimana e quando meno te lo aspettavi, PUFF, lui ricompariva assieme ad una scala. Quando pensavi che avesse finito, PUFF, eccolo di nuovo con una cassapanca. Giusto un attimo per distrarsi ad ammirare le perfette intarsiature che lui, PUFF, spariva uscendo da una porta che aveva creato lì su due piedi. Ora il suo compito era davvero finito. Grazie Mr TheStage. A quel punto alla compagnia servivano un attore e il palco. Associando e fraintendendo quest’ultime due parole, PUFF, Mr TheStage ricomparve pensando che ci riferissimo al suo cognome e si propose dunque come attore. Un po’ imbarazzati per l’equivoco, non riuscimmo a  rifiutare e fummo costretti a prenderlo, anche se un po’ timorosi che un falegname non fosse adatto a recitare. Dopo la prima prova però fummo certi che non ce ne saremo pentiti di avergli affidato il ruolo.

 

* Frase tipica: “Non ci sono, ma ci sono!” (con un trucco da prestigiatore)

 

Curriculuuum vitaeeeae:

- “Arsenico e vecchi merletti” di Joseph Kesselring. Ruolo: Signor Vissengren. Direttore di una clinica per pazienti psichiatrici.

Giafar Safaverdi:

Il lampadato

 

da leggersi con una buona dose di (auto) ironia

 

Era settembre, il sole era ancora alto e riscaldava il deserto di Svezia: il deserto d’inizio preparazione del nuovo spettacolo dei Varför inte. Un deserto nel quale mancavano attori, teatri e testi pronti ad essere mandati a memoria. I superstiti del precedente spettacolo, vagando in questo deserto svedese alla ricerca di acqua, giunsero finalmente ad un bar. Lì videro qualcosa d’inaspettato. Un ragazzo abbronzato, dal nome medio orientale e molto intelligente: praticamente un genio! Il gruppo dei Varför inte non riuscì a resistere alla tentazione e chiese quello che tutti avrebbero chiesto in quella stessa situazione: l’esaudimento di tre desideri. Il primo fu quello di preparare uno spettacolo senza attori che abbandonino. Il secondo fu quello di trovare un teatro disponibile nelle date a noi più congeniali. Il terzo fu quello di fare in modo che tutti gli attori imparino subito la parte a memoria. Giafar ci guardò, sorrise e batté tre volte le mani. Poi se ne andò lasciandoci col conto da pagare, senza attori, senza teatro e… non mi ricordo più la battuta che andrebbe scritta in questo punto…

Da lontano poi ci urlò: “volevate tre desideri? Ma che vi aspettavate? Giafar era quello cattivo… e poi io sono di Modena, mica di Persepoli!”, lasciandoci basiti.

 

* Frase tipica: “Io vado in vacanza!” (al telefono dalle Maldive)

 

Curriculuuum vitaeeeae:

- “Cluedo” di Jonathan Lynn. Ruolo: Il commissario Wallander. Il capo commissario dei servizi segreti.

 
 

Agnese Beltramo:

Puntadipiedi

 

da leggersi con una buona dose di (auto) ironia

 

Eccola qua la nostra debuttante allo sbaraglio. Pescata per strada e gettata in questa corrida di matti, è stata costretta (con le buone e) con le cattive a recitare una parte sul palco. Anche se ancora in fase di rodaggio e di prova e ha fatto la brava nell'ultimo spettacolo non abbiamo potuto tenerla. Infatti se ne è andata in punta di piedi come era arrivata. Per andare dove? In India a recuperare la chiave di un armadietto? In Italia a fare l'ingeniere? O in Germania... a fare cosa poi in Germania? Ma non potevi restare con noi?

 

* Frase tipica: “ma veramente io sono venuta solo a vedervi...” (smarrita)

 

Curriculuuum vitaeeeae:

- “Cluedo” di Jonathan Lynn. Ruolo: Automobilista. Arriva per caso nella villa a Vaxholm per fare una telefonata.

Ilary Allodi:

Essere-o-non-essere?

 

Da leggersi con una buona dose di (auto) ironia

 

Nel momento più insicuro della preparazione dello spettacolo arriva lei, l’indecisa. No, dai, non è indecisa. Sì, è indecisa… o forse no. Mah, non so. A dire il vero non siamo neanche sicuri di non sapere se sia o meno indecisa. Ad ogni modo, andiamo avanti! Andiamo avanti? Ma sì… o forse no. L’importante comunque è che lei sia sicura di quello che fa: lei è laureata in Psicologia e fa la psicologa! Punto e basta. Ah, no? Fa la biologa?! Davvero? Incredibile! Va beh, lasciamo stare, almeno negli hobby sarà sicuramente sicura. Lei ha sempre studiato canto e quindi farà giustamente la cantante nel gruppo! Come? Qualcuno da là in fondo scuote il capo… Quindi non canta nel gruppo, ma fa l’attrice? Sempre più incredibile. Perlomeno, è italiana e dunque vivrà in Italia, ovvio! Ah no, è italiana ma vive in Svezia… hm, giusto, questo anche noi! O forse no, qualcuno di noi è anche svedese… o libanese… o americano… Mamma mia che mal di testa! Probabilmente siamo noi quelli indecisi, non lei… o siamo invece solo confusi? Per fortuna che Ilary ci ha salvati… o siamo noi ad aver salvato lei? Insomma, benvenuta nel gruppo !(?)

 

* Frase tipica: “Scusi, per Gare de Lyon?” (con l’erre indeci… hm, erre moscia)

 

Curriculuuum vitaeeeae:

- “Rumori fuori scena” di Michael Frayn. Ruolo: Poppy. Aiutante di scena.

 
 

Marianne Enquist:

svenskalienska

 

da leggersi con una buona dose di (auto) ironia

 

C’era una volta una compagnia teatrale chiamata varför inte. I folletti che componevano la compagnia un giorno cominciarono a vagare a piedi nudi nel bosco in cerca di una commedia da rappresentare. Trovata l’opera tra i rami del bosco, i folletti dovettero sistemare gli arbusti e le foglie secche sulla scena. Le loro idee non erano molto chiare e cominciarono a fare un po’ di confusione. Quand’ecco che la fatina svedese dal cuore italiano venne in loro aiuto. Cosí, grazie alla sua bacchetta magica, la fatina del bosco sistemó gli alberi, i cespugli e le foglie del terreno per preparare la scena all’arrivo dei folletti varför inte.

 

*Frase tipica: “Io sono svedese, ma non sono svedese” (un po’ confusa)

 

Curriculuuum vitaeeeae:

- “A piedi nudi nel parco” di Neil Simon. Ruolo: Aiuto scenografia, costumi e traduzioni.

- "Spirito allegro" di Noël Coward. Ruolo: Costumista.

- “Arsenico e vecchi merletti” di Joseph Kesselring. Ruolo: costumista.

- “Cluedo” di Jonathan Lynn. Ruolo: costumista.

Andrea Prunotto:

quello che...

 

da leggersi con una buona dose di (auto) ironia

 

Quello che viene dall’Italia… quello che viene dalla Svizzera… quello che viene dalla Svizzera ma è italiano… quello che è amico di Christian… quello che è soprattutto amico di Luca… quello che è sì amico di Christian ma per contratto non recita senza Luca… quello che arriva dai purquà pa’… no aspetta ho sbagliato… quello che arriva dai pourquais pais… hm, no, suona male… quello che arriva da… dal nostro gruppo cugino di Losanna… quello che guarda caso Losanna è in Svizzera… quello che la Svizzera confina con l’Italia… quello che ha confuso la Svizzera con la Svezia… quello che ora vive a Stoccolma, che si trova appunto in Svezia… quello che ora è qui… quello che forse non ci sarà… quello che non sa se vuole tornare in Italia, in Svizzera o stare in Svezia… quello che siamo contenti che per ora è qua!

 

* Frase tipica: “Veni Vidi WC” (con aria solenne)

 

Curriculuuum vitaeeeae:

- “Harvey” di Mary Chase. Ruolo: Rickard Lundgren. Tassista.

 
 

Ingela Lundh:

il prestito oneroso

 

da leggersi con una buona dose di (auto) ironia

 

Oggi noi del gruppo Varför inte siamo vestiti bene, come per le grandi occasioni. Oggi dobbiamo fare una cosa importante. Noi tutti del gruppo ci rechiamo alla sede centrale della BNA (Banca Nazionale degli Attori) per chiedere un prestito. Arrivati in sede, ci fanno accomodare subito in una stanza per incontrare il direttore. Dopo qualche minuto il direttore si presenta e ci fa subito capire che la nostra richiesta è un’ottima scelta, una scelta di qualità. Il direttore della BNA ci elenca scrupolosamente tutte le condizioni del prestito, gli elevati tassi d’interesse e le garanzie richieste dalla banca per ottenere un tale prestito oneroso. Noi ne siamo consapevoli, ma sappiamo quello che chiediamo. Ci guardiamo tutti negli occhi una volta in più e annuiamo sicuri: non possiamo sbagliare con una tale garanzia di rendita e di curriculum. Il direttore ci porge un foglio… e noi firmiamo il contratto senza pensarci su due volte. Ecco fatto: un altro tassello per la buona riuscita dello spettacolo è al suo posto. Il gruppo Varför inte esce soddisfatto dalla Banca Nazionale degli Attori con il proprio prestito Ingela sotto braccio… e speriamo che il prestito possa essere prolungato.

 

* Frase tipica: “Hiii… haaa… hooo!” (ghermendo una spada immaginaria fatta dalle proprie braccia)

 

Curriculuuum vitaeeeae:

- “Harvey" di Mary Chase. Ruolo: Mrs. Ethel Chauvenet. Detta zia Ethel, amica di famiglia Dowd.

Mauro Boffardi:

il professore

 

da leggersi con una buona dose di (auto) ironia

 

Le voci su di lui dicevano che sapesse tutto! Ma proprio tutto! Ci informarono che ancora prima di chiedergli di partecipare allo spettacolo lui sapesse già non solo le sue ma tutte le battute del copione... senza sapere quale opera avremmo fatto! Le aspettative erano tante e che emozione fu il primo incontro! Lo ricordiamo ancora come se fosse ieri. Lui se ne stava alla luce fioca dello scrittoio di un’immensa sala letture nella biblioteca nazionale. Timidamente ci avvicinammo e, schiarendoci la voce, bisbigliammo il suo nome per attirare la sua attenzione. Lui purtroppo non si accorse di noi, così fummo costretti a parlare più forte. Ancora una volta lui non si accorse, sempre concentrato sul suo libro sull’occultismo. Che devozione alla conoscenza, pensammo noi profondamente impressionati. Allora ci avvicinammo con timore di disturbare, ma con una gran voglia di carpirne la saggezza. Ancora qualche passo e… capimmo che si era addormentato sul libro… “Si svegli Professor Boffardsson, si svegli! Dategli del brandy e qualcosa da mangiare!” A queste magiche parole, il professore si svegliò e così fu subito ingaggiato nel ruolo di ciarlatano.      

 

* Frase tipica: “Mumble mumble!” (con fare meditabondo e assorto)

 

Curriculuuum vitaeeeae:

- “Spirito allegro” di Noël Coward. Ruolo: Signor Arcati. Medium approssimativo e impacciato, invitato speciale a cena dagli Svensson.

- “Arsenico e vecchi merletti” di Joseph Kesselring. Ruolo: Jonathan Källström. Nipote di Abby e Marta dalle abitudini criminali.

- “Cluedo” di Jonathan Lynn. Ruolo: il maggiordomo Wadsworth.

 
 

Fabio Giannini:

il giramondo "precisino"

 

da leggersi con una buona dose di (auto) ironia

 

Quando s’inizia la preparazione di uno spettacolo (sì, ma quando s’inizia? In che giorno? A che ora?)… di domenica alle ore 14.15 (quarto d’ora accademico di ritardo? Chi ben comincia è a metà dell’opera!)… ad ogni inizio c’è sempre un importante punto di partenza (quanto grande questo punto? Raggio, diametro, circonferenza?)… che ha per raggio due scenografi, un regista come diametro e una dozzina di attori di circonferenza. E proprio il giramondo Fabio è stato ingaggiato per intraprendere la lunga strada della scenografia (ma quanto lunga questa strada? Quanti chilometri?)… una strada lunga sette mesi di chilometri. Purtroppo questa è una strada spesso in salita (quanta percentuale di pendenza?)… spesso la salita è erta e può arrivare addirittura al 100% dell’impegno dei membri del gruppo. Noi, però, non siamo affatto preoccupati perché sappiamo che il nostro giramondo Fabio sarà in grado di (quanti gradi? Celsius, Fahrenheit, Kelvin?)… sarà in grado di mantenersi freddo e concentrato anche nelle situazioni più calde (bene, sono d’accordo… ora mi mandereste una foto di quello che mi avete appena detto?)

 

* Frase tipica: “Sì :)” (con un sorriso beffardo)

 

Curriculuuum vitaeeeae:

- “Harvey" di Mary Chase. Ruolo: scenografo.

Martina D'Orazio:

personalità multiple

 

da leggersi con una buona dose di (auto) ironia

 

Martina è la compagna dello Yeti .

Martina è la compagna dello Yeti, ma lui non è veramente uno Yeti.

Martina è la compagna di Maurizio, che viene soprannominato lo Yeti.

Martina è la compagna di Maurizio e lei fa la pubblicità.

Martina faceva la pubblicità l’anno scorso e ci aiutato molto, ma quest’anno recita.

Martina ci ha aiutato molto e continuerà a farlo recitando con noi.

Martina reciterà due parti se non andrà in vacanza.

Martina non va sempre in vacanza, che sia chiaro, è solo sparita un mesetto a febbraio.

Martina forse reciterà due parti in questo spettacolo.

Martina reciterà sicuramente due parti in questo spettacolo, non scherziamo.

Martina reciterà due parti in questo spettacolo, solo che non saranno le stesse di prima.

Martina recita con grande passione (quando non è in vacanza).

Martina si farà in quattro, non solo sul doodle, ma anche in scena.

Martina andrà in scena e farà una gran bella figura, ne siamo sicuri.

 

* Frase tipica: “Come si compila il doodle?” (incerta e ridacchiando)

 
 

Carlo Gibiino:

miii

 

da leggersi con una buona dose di (auto) ironia

 

All Wright, oggi vi raccontiamo cum magno Gaudì di un nuovo membro dei Varför inte: Carlo Gibiino. Cominciamo con calma, anzi iniziamo Piano, perché tutte le case, le costruzioni e i Ponti iniziano da un mattone solo. Carlo, infatti, è un tipo tranquillo, pacato, disponibile, stabile ma anche sicuro e determinato… proprio come il mattone. Vediamo allora come inizia questa storia. Come sempre i Varför inte si sono ritrovati senza un attore a preparazione avviata: “E mo’ Kuma si fa?”, ci si chiedeva. Per fortuna in quel momento passò di lì un ragazzo siciliano, fiero ma non tanto Aalto, che calzava scarpe Hadid-as: “Ando vai?”, gli gridammo. Lui si voltò e ci rispose: “Miii, che volete?” “Ci staresti per una Botta e via a teatro?”, fu la nostra proposta senza troppi fronzoli. Lui ci pensò su un po’ e poi rispose: “Anche se sono solo un Nouvel-lino sul palco, accetto volentieri la sfida!” Noi eravamo felicissimi, ma neanche il tempo di esultare che Carlo volle mettere subito i puntini sulle ii: “Lo farò a una sola condizione, che nessuno indossi abiti color viola o Fuksas!” Non fu difficile accettare una simile condizione. Così acciuffammo Carlo Pei capelli e lo portammo nel gruppo. Siamo sicuri che lui ripagherà la nostra fiducia recitando da Palla-dio.

 

* Frase tipica: “Volevo fare l’architetto” (facendosi pubblicità)

 

Curriculuuum vitaeeeae:

- “Confusioni" di Alan Ayckbourn. Il cameriere & Karl

Sibilla Scinti Roger:

acqua e sapone

 

da leggersi con una buona dose di (auto) ironia

 

I Varför inte trovarono quasi per caso sulla strada verso lo spettacolo questa ragazza semplice che sciacquava i panni lungo il fiume. Appena ci vide, ci corse incontro offrendosi di far parte del gruppo. Dal primo contatto ci presentò le sue referenze e i suoi precedenti lavori: lavaggio panni al ruscello di montagna e al fiume a valle, lavoro estivo alla lavanderia di paese, stesura e asciugatura di lenzuoli nelle praterie soleggiate. Tutta esperienza di prim’ordine, niente da dire, ma noi non eravamo interessati a quello. Poi ci venne un’idea e le offrimmo un “lavoro”. Lei accettò subito pensando di averci convinto sulle sue doti da lavandaia, ma in realtà si era giusto liberato un ruolo come attrice. Quando capì l’equivoco, all’inizio ne era sorpresa, ma poi non rifiutò e saltò sul palco senza esitare. Si vide subito che non stava più nei panni, sciacquò via la timidezza in un attimo e con un colpo di spugna lavò via ogni dubbio.

 

* Frase tipica: “La scena del bar non mi piace” (timidamente)

 

Curriculuuum vitaeeeae:

- “Confusioni" di Alan Ayckbourn. Therese.

 

Maurizio Dogliotti:

Il gigante buono

 

Da leggersi con una buona dose di (auto) ironia

 

C’era una volta un gigante di nome Mauri che faceva l’avvocato (non del diavolo) ma che avrebbe tanto voluto fare l’attore. Purtroppo, però, tutti i teatri erano troppo piccoli per lui e faceva sempre troppa fatica per entrarci: doveva rannicchiarsi, camminare a quattro zampe o strisciare e infine sedersi accucciato. Se ne stava buono seduto il più possibile in attesa del suo turno per il provino, ma il teatro gli piaceva troppo, così alla prima scena emozionante che vedeva scoppiava in un caloroso applauso, si agitava troppo e faceva venire giù tutto l’edificio. Ogni volta c’era bisogno di un’evacuazione generale e tutti scappavano impauriti. Sulle macerie del teatro distrutto il gigante Mauri piangeva disperato perché lui era buono e non voleva fare del male a niente e a nessuno. Inoltre il suo sogno di fare l’attore veniva infranto ogni volta perché ben presto nessun direttore teatrale lo volle più nel suo stabile. Un bel giorno però arrivò una fatina che gli si posò sulla spalla e gli sussurrò all’orecchio: “Per essere un grande attore non serve un teatro grande ma un grande teatro!” Rincuorato dal saggio consiglio, il gigante Mauri ritornò alla ricerca di un nuovo gruppo teatrale e per reciproca fortuna s’imbatté nei leggendari Varför inte. All’inizio i membri del gruppo erano intimoriti dalla sua presenza, ma ben presto si accorsero delle sue qualità e gli diedero non una parte grande ma una grande parte.

 

* Frase tipica: “Per ora sono solo gigante…” (con voce cupa e profonda)

 

Curriculuuum vitaeeeae:

- "Harvey" di Mary Chase. Ruolo: infermiere Wilson.

 ​​​Teatro italiano in Svezia

Visualizzazioni:

© 2009 by Roberto Riva & Varför inte. Web site created with Wix.com

This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now